#VolleyMercato: Cristina Guicciardi al timone delle giovanili

GARLASCO, 17 giugno 2019 – Per dare il via alla rivoluzione del settore giovanile al Volley 2001 Garlasco la presidente Silvia Strigazzi ha scelto Cristina Guicciardi. Dopo due stagioni di successo al Volley Certosa – e mantenendo un ottimo rapporto con il Presidente Massimo Bonfanti, ‘Guiccia’ accetta una nuova sfida e approderà a Garlasco per guidare le nostre Under 16 e Under 18 femminili.

“Sono le categorie che amo di più – rivela la coach, nata a Carpi e cresciuta a Modena – il gioco è evoluto, la tensione delle finali è paragonabile a quella dei playoff di serie B e poi vedi le ragazzine crescere cambiando in maniera trascendentale durante la stagione”.

E proprio la Modena della grande pallavolo ha trasmesso la passione alla giovanissima Cristina che ha cominciato i propri passi in palestra proprio nella città dove si era trasferita da bambina con i genitori: “A 12 anni si facevano i tornei in piazza ed è stato subito amore a prima vista, ho giocato fino a 33 anni raggiungendo l’A2 con Casalmaggiore”.

E quando hai cominciato ad allenare?

Avevo 29 anni. Ho fatto crescere Mingardi e Danesi tra le altre, ho vinto titoli provinciali e regionali puntando sempre sulla cultura del lavoro.

Cosa cerchi nelle tue atlete?

Impegno e costanza. L’under16 è un’età delicata in cui può capitare di voler dare la priorità al ragazzino piuttosto che alla pallavolo: quando capita così è la delusione più grande. Per chi decide di seguirmi invece la strada non è certo facile: pretendo molto e non lascio mai correre. Ma i risultati si vedono sempre.

L’U18 invece è una categoria diversa…

Certo. In U14 si vede la crescita, la percezione veloce del gioco emerge già a 15-16 anni. In U18 c’è già consapevolezza nei propri mezzi e la scelta sostanziale è già stata fatta: chi ha veramente la passione necessaria facilmente molla prima di essere arrivato al massimo del suo potenziale.

Qual è l’insegnamento più grande che hai appreso in questi anni?

Su questo non ho dubbi: io continuo sempre ad  imparare. Un allenatore deve essere sicuro dei propri mezzi per portare avanti il suo lavoro, ma deve essere anche abile a sperimentare ed inserire cose apprese da altri. Anche a 50 anni bisogna essere pronti ad imparare.

Com’è il tuo rapporto con le giocatrici?

Mi conoscono tutti e sanno come lavoro. Tra le ragazze chi mi ama mi segue, chi non mi ama mi lascia ed io lascio andare. Le atlete che mi hanno seguito le ho portate in alto, e non sono poche.

C’è qualcosa che ti manca delle squadre seniores?

No, io mi diverto e provo le stesse emozioni in ogni gara, che sia metà campionato o una finale regionale. L’adrenalina, l’emozione e l’entusiasmo sono gli stessi.

Cosa vuoi portare a Garlasco?

Mi piacerebbe cominciare una rivoluzione: non ho paura di accettare questa sfida, la passione mi spinge a rinnovare di continuo il mio legame con la pallavolo. Prendere delle ragazzine ad inizio d’anno e vederle trasformate a fine stagione è una cosa impagabile. Quest’anno la società ha fatto una scelta drastica puntando su allenatori che sono professionisti a partire da prof. Maranesi e dalla collega Angelescu, i tecnici delle prime squadre. Se si riescono a portare due atleti del settore giovanile in prima squadra è un grandissimo risultato e in questa società ci sono tutti i presupposti per lavorare e fare meglio di anno in anno.

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