B2F – Dopo 7 anni Mattioli lascia Garlasco

Da “La Provincia Pavese”, 16 Maggio 2016

I festeggiamenti per la storica promozione in serie B1 femminile di volley non si sono ancora conclusi, ma già arriva la prima svolta in casa Ambrovit Garlasco, perché coach Stefano Mattioli annuncia il suo addio dopo sette anni consecutivi con il Volley 2001. Il fatto curioso che solo un paio di settimane fa, anche Maurizio Latelli, coach del team maschile di Garlasco pure approdato storicamente nella terza serie nazionale aveva annunciato la fine della sua avventura. «Sono stati 7 anni straordinari, indimenticabili, di durissimo lavoro, ma anche di grandi soddisfazioni e di importanti successi», riavvolge il nastro Stefano Mattioli in una parte del suo saluto a tutto l’ambiente. «Il primo anno, in prima squadra, ci siamo ritrovati in palestra io, Silvia Strigazzi e 12 giovanissime atlete, con una retrocessione in serie D, un progetto in mente ed un sogno nel cuore. Alla fine di questa straordinaria avventura, siamo arrivati al miglior risultato di sempre per la storia del Volley 2001 Garlasco, ovvero una promozione in serie B1, frutto dell’impegno di una delle pochissime società d’Italia e di tutti quelli che, dietro le quinte, lavorano incessantemente, che il prossimo anno potrà vantare due campionati, maschile e femminile, nel terzo livello nazionale». Ma perché Stefano Mattioli si ferma proprio adesso? «Non è stato facile, sette anni a Garlasco mi hanno dato tantissimo e non sono stati solo un quarto della mia vita pallavolistica. Già lo scorso anno volevo fermarmi, ma è stato Maurizio Latelli a tirarmi fuori tutto l’orgoglio per restare e finire il lavoro con questa indimenticabile stagione. Adesso penso sia giunto il momento di fermarmi e di cedere il passo a chi di certo potrà assicurare a questa squadra e a questa società disponibilità, competenza e presenza che il livello raggiunto merita per continuare a progredire, a sognare e per costruire qualcosa di grande». Poi, Mattioli entra nel dettaglio: «La serie B1 richiede un impegno in termini di allenamenti, preparazione delle partite che non sono in grado di garantire a livello di vita e di conciliazione con il mio lavoro. Se la squadra sarà giovane avrà bisogno di quattro sedute intense, viceversa con una rosa esperta necessiterà di lavori differenziati, in ogni caso molta cura nella preparazione delle partite. Ed io sento di non potercela fare e forse anche il bisogno di fermarmi per un anno sabbatico, per andare ad aggiornarmi ed imparare dagli altri. E se ripartirò, lo farò con un progetto ed un impegno minore, ma non con minore passione». E’ poi infinita e minuziosa la lista dei ringraziamenti di Mattioli commosso, che non scorda proprio nessuno, atlete, staff, dirigenti.

Fabio Babetto