B1F – RASSEGNA STAMPA POST DERBY

Da “La Provincia Pavese” del 05.12.16

Sara Caroli e Lucia Cagnoni che lasciano il campo di fretta con un magone grande così ed altrettanta arrabbiatura accendono l’immagine forse più forte del derby perso dall’Ambrovit Garlasco in tre set Sabato a Vigevano. Un’immagine sulla quale l’ambiente non potrà non fare a meno di riflettere così come sulla grave involuzione tecnica, di gioco e di risultati in cui è scivolata già da settimane la squadra giunta alla sua terza sconfitta consecutiva, quarta nelle ultime cinque giornate. Ridurre tutti i problemi all’infortunio che ha fermato la palleggiatrice titolare Barbara Pagnin fin dalla vigilia della stagione sarebbe troppo facile ed ingiusto, dal momento che l’Ambrovit, anche senza Pagnin, tre vittorie le ha comunque conquistate. In realtà, dal derby emergono reali limiti, confusione ed incertezza. Dal secondo set in poi, una serie di cambi a raffica. Gasperini per Nicchi, Magni per Giudici, Arapi per Rivetti e poi tutto il contrario e in corsa nella frazione successiva, quella in cui la squadra è andata sotto 19-10 senza richieste di time-out discrezionale. Un mischiar di carte confuso e controproducente per una squadra che oggi non riesce a fare tre cose giuste in fila. E in questo tourbillon per Valentina Cozzi spazio solo per un mini turno in battuta sul ventiquattresimo punto del secondo set e poi basta. Già da qualche settimana Cozzi, in passato pure libero in serie A proprio per le sue spiccate qualità in difesa e ricezione, ha perso il posto da titolare, ma le sconfitte continuano ed anche nel derby la ricezione di squadra è rimasta in crisi. Se tutto questo non bastasse, occorre aggiungere che Caroli ha visto in tre set solo dieci palloni e pochi giocabili, normale che non abbia potuto incidere segnando solo quattro punti. Bottino da fame anche da posto due dove Giudici e Magni, insieme, han firmato solo cinque punti. Note positive? Si, la gran partita di Bosetti e la determinazione di Cagnoni che dietro fa ancora fatica, ma in attacco cresce. Nient’altro.

Fabio Babetto